Marco Andreetti, titolare di Leonardo Travel -Travel Management Company Italiana – questa domanda la sente spesso. Arriva quasi sempre nello stesso momento… quando un responsabile aziendale ha capito che il processo va strutturato, ma non ancora fino a che punto: “ma a questo punto non basta darci uno strumento di prenotazione e ci arrangiamo?” La risposta non è mai un semplice sì o no. E questo, già, dice qualcosa di importante.
Partiamo dalla domanda, che è legittima. Il mercato è pieno di Self Booking Tool, piattaforme più o meno sofisticate che promettono di rendere autonomi i dipendenti nelle prenotazioni di viaggio, di applicare le travel policy in automatico, di generare report senza sforzo. E in effetti, per molte aziende e per molte tipologie di viaggio, un SBT ben configurato è sufficiente. Ma, attenzione, non sempre…
La verità è che il business travel non è un processo omogeneo. Non lo è nelle destinazioni, non lo è nei profili di chi viaggia e non lo è nella complessità delle situazioni che emergono. E questa eterogeneità è esattamente il motivo per cui la scelta tra self booking tool, outsourcing a una Travel Management Company e modello ibrido diventa una scelta strategica.
Questo articolo prova a fare chiarezza su quando ha senso affidarsi a uno strumento digitale in autonomia, quando invece è opportuno coinvolgere una TMC, e quando le due cose si combinano nel modo più efficace. Lo fa con la prospettiva di chi, in Leonardo Travel, ha costruito uno strumento proprietario ma non ha mai smesso di credere che la tecnologia da sola non basti.
Il punto di partenza: capire cosa significa davvero «gestire» i viaggi aziendali
Prima di ragionare su quale modello adottare, vale la pena definire con precisione cosa vuol dire gestire i viaggi aziendali in modo strutturato. Non si tratta solo di prenotare un volo e un hotel. Si tratta di un ciclo complesso che coinvolge pianificazione, approvazione, acquisto, assistenza durante il viaggio, rendicontazione e analisi dei dati.
Ognuna di queste fasi ha caratteristiche diverse. Alcune sono altamente standardizzabili e si prestano perfettamente all’automazione digitale: la ricerca delle opzioni di viaggio, l’applicazione delle policy, il workflow di approvazione, la generazione automatica della nota spese. Altre sono intrinsecamente variabili, dipendono da fattori contestuali imprevedibili e richiedono giudizio umano: la gestione di un volo cancellato in un aeroporto straniero alle 22:00, la rinegoziazione di una prenotazione alberghiera durante un evento internazionale che ha saturato la disponibilità, l’assistenza a un dirigente che deve rientrare d’urgenza da una destinazione con connessioni difficili.
La distinzione fondamentale non è quindi tra tecnologia e persone, come spesso si tende a semplificare. È tra processi standardizzabili e situazioni che richiedono discernimento. Un Self Booking Tool eccelle nelle prime. Una Travel Management Company qualificata aggiunge valore determinante nelle seconde. Il modello ibrido, che Leonardo Travel ha adottato come propria filosofia operativa, cerca di massimizzare entrambi.
Cosa fa davvero un Self Booking Tool: i confini della tecnologia
Un SBT ben progettato è uno strumento potente. Consente ai dipendenti di prenotare in autonomia, applica le policy in tempo reale, gestisce i workflow di approvazione, produce dati aggregati per il reporting. Quando è sviluppato internamente da una TMC come nel caso di Leonardo Travel, può essere configurato con un livello di personalizzazione estremamente elevato. Tuttavia, è necessario valutare bene anche i limiti strutturali dell’approccio digitale puro.
La gestione delle eccezioni
Ogni travel policy ha eccezioni. Alcune sono prevedibili e gestibili con regole: «se la tratta supera le 4 ore, è consentita la business class». Altre emergono dal contesto in modo imprevedibile: «il cliente ha spostato la riunione di un giorno e il volo prenotato non è rimborsabile, ma c’è un’alternativa a tariffa superiore al limite». In questi casi, un SBT può segnalare il problema e attivare un flusso di approvazione. Ma non può risolvere il problema operativamente: non può chiamare la compagnia aerea, non può negoziare una deroga, non può suggerire la soluzione alternativa più conveniente nel contesto specifico.
L’assistenza in tempo reale
Un volo cancellato alle 23:30, un hotel che non trova la prenotazione all’1:00 di mattina, un documento mancante alla frontiera: queste situazioni esistono, capitano con una frequenza che chiunque abbia gestito trasferte aziendali conosce bene. Un SBT può inviare una notifica. Ma non può intervenire attivamente. Il dipendente in quel momento è solo con il suo problema… a meno che non ci sia qualcuno dall’altra parte del telefono.
La consulenza strategica sui dati
Un SBT produce dati. Ma i dati da soli non si interpretano: richiedono competenza di settore per trasformarsi in azioni. Il tasso di compliance dell’80% è buono o cattivo? Dipende dall’industria, dalle destinazioni, dalla stagionalità, dalla struttura aziendale. La spesa per trasferta su Milano è in linea con il mercato? Dipende da quando vengono prenotati i voli, da quali hotel vengono scelti, da quali giorni della settimana avvengono le trasferte. Interpretare questi dati e tradurli in decisioni operative richiede un interlocutore qualificato, non un report automatico.
Cosa aggiunge l’outsourcing a una TMC: il valore del fattore umano
Affidarsi a una Travel Management Company significa esternalizzare non solo la prenotazione dei viaggi, ma un insieme di competenze, relazioni e capacità operative che richiedono anni per costruirsi e che producono valore in modo continuativo.
Le relazioni con i fornitori
Una TMC strutturata ha relazioni consolidate con compagnie aeree, catene alberghiere, operatori di autonoleggio. Relazioni che si traducono in tariffe corporate negoziate, in disponibilità preferenziale in periodi di alta stagione, in corridoi di assistenza prioritaria in caso di problemi. Questi vantaggi non sono accessibili facilmente a un’azienda che gestisce i viaggi in autonomia e che magari a volumi di spesa non sono sufficienti per giustificare accordi diretti con i fornitori.
Il supporto operativo H24
Un team di consulenti operativi business travel disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette, è un requisito di duty of care. La TMC diventa il punto di riferimento del viaggiatore in difficoltà: non solo per la logistica, ma anche per supporto nella gestione delle emergenze e di contatto con le strutture locali.
La compliance normativa e documentale
I viaggi internazionali hanno una complessità documentale che un SBT non può gestire completamente: visti, permessi di lavoro, assicurazioni specifiche per destinazione, requisiti sanitari variabili, documentazione doganale. Una TMC presidia questa complessità, aggiorna le proprie informazioni in tempo reale e garantisce che il dipendente parta con tutto ciò che è necessario, ma anche che l’azienda sia coperta dal punto di vista legale e assicurativo.
La consulenza sul travel spend
Una TMC qualificata analizza la spesa travel del cliente in modo proattivo, identifica opportunità di ottimizzazione, propone revisioni della travel policy sulla base dei dati reali, negozia nuovi accordi con i fornitori quando i volumi lo giustificano. È un partner strategico che cura logistica e strategia.
Confronto tra i tre modelli di gestione del business travel

Quando il solo Self Booking Tool è sufficiente
Sarebbe sbagliato sostenere che tutte le aziende abbiano bisogno di una Travel Management Company (TMC). Ci sono contesti in cui un SBT ben configurato copre efficacemente la quasi totalità dei casi d’uso come ad esempio:
- Il volume di trasferte è contenuto e le destinazioni sono prevalentemente nazionali. In questo contesto, la complessità operativa è bassa e le situazioni di emergenza sono rare e gestibili.
- I profili di viaggio sono omogenei e prevedibili. Un’azienda in cui il 90% delle trasferte segue lo stesso pattern — stessa città, stesso tipo di hotel, stessa finestra temporale — si presta perfettamente all’automazione totale.
- La travel policy è già solida e consolidata. Se le regole esistono, sono comunicate e vengono rispettate, il SBT ha tutto il materiale per fare il suo lavoro senza necessità di supervisione consulenziale esterna.
- Esiste una risorsa interna dedicata che presidia il processo. Un travel coordinator interno, anche part-time, può sopperire alle lacune operative del solo strumento digitale, gestendo le eccezioni, supportando i dipendenti in difficoltà, analizzando i dati di reporting.
In questi contesti, il Self Booking Tool di Leonardo Travel offre già un livello di autonomia e controllo molto elevato. La configurazione personalizzata delle policy, l’interfaccia intuitiva e la qualità del motore di ricerca garantiscono risultati eccellenti senza necessità di supporto continuativo.
Quando l’outsourcing a una TMC diventa necessario
Ci sono situazioni in cui la tecnologia, per quanto evoluta, non basta. Situazioni in cui il costo di un supporto professionale è ampiamente compensato dai rischi che evita, dai risparmi che genera e dalla qualità di vita che garantisce ai dipendenti in trasferta.
«Nella mia esperienza, le aziende che si rendono conto di aver bisogno di una TMC lo capiscono quasi sempre dopo un’emergenza. Un dirigente bloccato in aeroporto a mezzanotte, un viaggio fondamentale andato storto per un visto mancante, una trasferta su una destinazione a rischio gestita senza le informazioni necessarie. Preferisco che i miei clienti arrivino a questa consapevolezza prima che dopo.»
— Marco Andreetti, Titolare di Leonardo Travel
Segnali che indicano quando il supporto TMC aggiunge valore reale
Lettura: i segnali SÌ indicano scenari in cui il supporto di una TMC produce valore misurabile. I segnali NO indicano scenari in cui un SBT autonomo è generalmente sufficiente.


Il modello ibrido: quando uno più uno fa più di due
La domanda non è, nella maggior parte dei casi, «SBT o TMC». È «come combinare SBT e TMC in modo che ognuno faccia ciò che sa fare meglio». Questo è il cuore del modello che Leonardo Travel ha sviluppato e adottato con i propri clienti.
Il principio di base è semplice: la tecnologia gestisce tutto ciò che può essere standardizzato e automatizzato. Il team consulenziale presidia tutto ciò che richiede giudizio, relazione e intervento diretto. I due livelli non si sovrappongono ma si complementano, con confini definiti e comunicati chiaramente a tutte le parti.
Il modello ibrido: chi fa cosa nelle diverse fasi del ciclo di viaggio
Nel modello ibrido di Leonardo Travel, lo strumento e il team operano in modo coordinato: il SBT gestisce l’ordinario, la TMC presidia lo straordinario e la dimensione strategica.

Il vantaggio dell’integrazione nativa
Un elemento che distingue il modello di Leonardo Travel da un approccio in cui si affianca semplicemente una piattaforma di terze parti a un’agenzia tradizionale è l’integrazione nativa tra strumento e servizio. Quando la TMC ha sviluppato internamente il proprio SBT, i due componenti parlano la stessa lingua: i dati del sistema alimentano direttamente il lavoro del team consulenziale, le eccezioni gestite manualmente rientrano nel sistema come dati strutturati, le negoziazioni con i fornitori si riflettono immediatamente nelle configurazioni dello strumento.
Non c’è la frizione tipica dei sistemi multi-vendor, in cui il software di un produttore deve dialogare con il servizio di un altro, generando latenze, errori di sincronizzazione e zone grigie di responsabilità. Il sistema è uno: tecnologia e servizio sono due facce dello stesso oggetto.
Come scegliere il modello giusto per la propria azienda
Definire il modello di gestione del business travel più adatto alla propria realtà richiede un’analisi onesta di alcune variabili chiave. Ma innanzitutto si tratta di capire dove si è oggi, dove si vuole arrivare, e quali risorse (tecnologiche, umane, economiche) si è disposti a investire.
Matrice decisionale: quale modello di gestione business travel è più adatto alla vostra azienda
Questa matrice è uno strumento orientativo. La scelta definitiva dipende sempre dall’analisi specifica dell’organizzazione, condotta con l’supporto di un consulente di travel management esperto.

È importante sottolineare che questa matrice è uno strumento orientativo. Nella realtà, ogni azienda è un caso a sé. Un’impresa con 150 trasferte l’anno ma con tre dirigenti che volano spesso su destinazioni intercontinentali ha esigenze di supporto TMC che un’azienda con 400 trasferte tutte nazionali non ha. La complessità non si misura solo in volume.
«Quando incontro un nuovo potenziale cliente, non parto mai dalla domanda ‘di quale prodotto ha bisogno’. Parto dalla domanda ‘come funziona davvero la vostra gestione dei viaggi oggi, e dove sentite che non funziona abbastanza bene’. La risposta a quelle domande mi dice molto di più di qualsiasi questionario di assessment.»
— Marco Andreetti, Titolare di Leonardo Travel
L’evoluzione nel tempo: i modelli non sono statici
Una cosa che spesso viene sottovalutata nella scelta del modello di gestione del business travel è che le esigenze di un’azienda cambiano nel tempo. Un’azienda che oggi ha 200 trasferte l’anno e gestisce prevalentemente destinazioni nazionali potrebbe, tra due anni, aver aperto filiali in tre paesi europei e avere un volume di trasferte internazionali triplicato. Il modello che era giusto oggi potrebbe non esserlo più.
Per questa ragione, la struttura del rapporto tra un’azienda e la propria TMC deve essere progettata con flessibilità in mente. Non si tratta di firmare un contratto e dimenticarsi, ma si tratta di una relazione che deve potersi adattare all’evoluzione del business.
Leonardo Travel struttura i propri rapporti con i clienti tenendo conto di questo. Il modello di servizio viene rivisto periodicamente sulla base dei dati reali di utilizzo e dell’evoluzione delle esigenze. Se il cliente è cresciuto e le trasferte internazionali sono aumentate significativamente, il livello di supporto TMC viene aumentato di conseguenza. Se invece la maturità interna è cresciuta e il team aziendale è ora in grado di gestire autonomamente situazioni che prima richiedevano supporto esterno, il bilanciamento si sposta verso l’autonomia del SBT.
Questo approccio evolutivo è una questione di rispetto per il tempo e le risorse del cliente: il supporto esterno ha senso dove aggiunge valore reale, non dove occupa spazio che il cliente potrebbe occupare meglio da solo.
La scelta giusta non è unica, ma la vostra
Outsourcing del business travel e self booking tool non sono due modelli in competizione. Sono due strumenti che rispondono a bisogni diversi e che, nella maggior parte dei casi, si combinano in modo sinergico producendo risultati che nessuno dei due, da solo, potrebbe garantire.
La scelta del modello giusto non dipende da una formula universale. Dipende dal volume e dalla complessità delle trasferte, dai profili dei viaggiatori, dalle risorse interne disponibili, dagli obiettivi di ottimizzazione e dal livello di maturità che l’azienda ha già raggiunto nella gestione del travel. Dipende, soprattutto, da un’analisi onesta di dove il sistema attuale funziona e dove non funziona abbastanza bene.
Leonardo Travel ha costruito il proprio modello intorno a questa consapevolezza. Uno strumento proprietario che può funzionare in autonomia quando l’azienda è pronta per questo. Un team consulenziale che interviene dove la tecnologia non basta. Un approccio che non ha interesse a vendere più servizi del necessario… perché il valore di una relazione consulenziale si misura nel tempo, e il tempo premia l’onestà.
Leonardo Travel S.r.l. — Travel Management Company italiana specializzata nella gestione dei viaggi aziendali.
Integra tecnologia proprietaria (Self Booking Tool) e consulenza personalizzata per offrire soluzioni efficienti, flessibili e su misura per aziende e viaggiatori.

